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12/01/2010 Burp.....gneck....gnek.....burp........ops.......scusate
ragazzi, mentre cerco di digerire lo zampone e il cotechino, mentre mi
ha fermato la Guardia Svizzera del Papa, i caschi blù dell'ONU, la
falange d'assalto medio-orientale, i Vigili Urbani, i Pompieri, le
Guardie Forestali, i NOCS, i RIS, la CIA e i guerriglieri talebani, in
quanto hanno scambiato lo zucchero a velo del pandoro che mi è rimasto
attaccato al labbro per non so quale altra strana sostanza, arrivo a
commentare la rinascita di questa squadretta di rampolli che miete
successi a dispetto di una classifica che sembra l'indice di gradimento
di un programma delle due di notte su rai tre.
Guardavo la classifica e sogghignavo come
Tom (il gatto), non appena escogita qualcosa di losco per avere la
meglio su Jerry (non Calà, il topo intendo), soltanto dopo l'arrivo di
mia nonna e il suo appunto su come stavo leggendo la classifica, ho
capito che la stavo leggendo al contrario e allora sono tornato con i
piedi per terra. Un briciolo di dubbio mi era venuto quando consideravo
che essere primi con 01 (zerouno) punti era abbastanza strano, ma a
foglio capovolto tutto è tornato alla normalità....
Il "ghigno" non mi è passato, a dispetto
della classifica, perchè aver agguantato la prima "decina", come ci
hanno insegnato alle squole elementari (lo so che state pensando che
scuola si scrive con la "c", ma le ho fatte abbastanza male le scuole
dell'infanzia), è il primo passo verso la crescita in senso assoluto.
Rinascita doveva essere e rinascita fu,
imbattuti da tre partite (coppa compresa), 2 goal fatti, zero subiti,
primi in classifica nel girone di ritorno, agguerriti come mia nonna
quando l'impiegato della Posta le dice: "guardi per la pensione venga
domani"......brrrrrrrr
La squadra che la società ha messo su è
sintomatica dell'obbiettivo da raggiungere: difficile, arduo, per gente
con le palle tipo pallone "Etrusco" (ve lo ricordate? Quello dei
mondiali in Messico). E così si è messa su su una difesa dove la parola
d'ordine è: "ZARADURETERS", che in antico dialetto aramaico significa:
"vuoi per caso passare per andare a segnare? Vieni qui che ti spiego un
secondo il principio della termodinamica e poi ne riparliamo".
Il centrocampo è dolce e delicato e ha in
Boncore il simbolo indiscusso, gentile, docile, con la riga dei capelli
sempre ben curata, insomma, gentleman di altri tempi. In attacco,
visto che un Corona non bastava, se n'è preso un altro, e considerata la
stirpe "calcifera" dei Corona, probabilmente possiamo comprarne altri 7
e completare la rosa. Vicino a loro il buon Pirrotta, tanto piccolo
quanto agguerrito, tanto che Steven Spielberg lo voleva scritturare per
un sequel di "Alien", ma ha preferito aspettare la fine del campionato
per non distoglierlo dalle gare agonistiche.
Boh, finite le feste, finita la pacchia, si
ritorna al Dino Liotta e ricomincia un bel "classico" delle domeniche
licatesi....
A proposito, mi hanno detto che tra tre
domeniche dovremmo giocare con una squadra dalle maglie bianche e
blu......mi sa che è giunta l'ora di far tornare mia nonna allo stadio.
Billo! |
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23/12/2009
Buon pomeriggio popolo del polo sud,
recentemente migrato in terra aragonese per assistere alle performance
dei nostri beniamini....
Mentre ero intento a preparare lo zampone,
giungono notizie da Aragona, ove, per le avverse condizioni climatiche,
i vari pinguini abitanti nella zona, si sono trasferiti a Scoglitti per
andare a prendere un pò meno freddo, la migrazione è andata abbastanza
bene se non per gli unici 3 pinguini che, rimasti in panne con l'auto
hanno chiesto aiuto ad un automobilista di passaggio, il quale però,
dopo averli accettati a bordo, si è rivelato essere tifoso dell'Inter e
pensando che i colori bianconeri della pelle pinguinesca (mi si perdoni
lo squallido neologismo) fossero un vessillo ai colori della vecchia
signora, li ha scuoiati per farci i coprisedili della sua Punto Cabrio.
In tutto questo contesto, il Licata, o
meglio la A.S.C.C.D.LICATA (mi sono finite le lettere sulla tastiera)
scendeva in campo sul neutro di Aragona per affrontare i cari vecchi
amici di sempre, ovvero i Santapaltadaledesi....(o qualcosa del
genere....boh!), atmosfera subito tranquilla, scambio di baci e
abbracci, foto ricordo ecc.ecc.
La partita termina con il risultato di uno a
zero, per merito del goal di testa di tale Filippo Pirrotta da Palermo,
uomo tanto bassino, quanto rapido e feroce tipo ghepardo nella
Savana...., dopo il goal di testa, al giorno d'oggi, passate gia più di
78 ore, i due centrali della Santacaldofootbalclub, sono ancora sul
rettangolo di gioco a cercare il buco nel terreno dal quale è uscito
Pirrotta. Giungono notizie che pochi minuti fa, il custode dello stadio,
in preda ad una crisi di panico, ha scaraventato i due malcapitati giù
per un dirupo e utilizzato le loro chiome per rifare le cuciture della
sua Punto Cabrio (gli inquirenti pensano che il custode sia lo stesso
tipo del passaggio ai tre pinguini).
Intanto si conclude questo bell'anno, che ci
ha riservato più emozioni della serie a cartoni animata "Dolce Remì",
oppure di "Uccelli di Rovo", se qualcuno si fosse divertito a scrivere
questa storia, voglio comunicargli che il mio avvocato sta già
intentando causa per lesioni al fegato, alla milza e a tutti gli organi
collegati, anche i globuli rossi hanno fatto le bizze e hanno deciso di
scioperare fino alla prima partita in casa....
Insomma, fisicamente non stiamo tanto bene,
anche per effetto di super-pandoro al pistacchio che successivamente si
è scoperto essere del Natale 1982 (comprato per festeggiare la vittoria
ai mondiali), ma moralmente ci stiamo riprendendo alla grande.
Un salutone ragazzuoli miei, vi porgo i miei
migliori auguri e speriamo di reincontrarci ai nostri soliti posti, su
quei gradoni che conosciamo molto bene.
Billo! |
| Bonjour mon
amour, deliziosi frequentanti la fede apostolica dedicata al calcio
licatese, bentornati, o, come direbbe mio zio irlandese: "Welcome
back".....
Da qualche giorno sentivo nell'aria qualcosa di speciale, che no, non
era la carbonara con la pancetta e la panna abilmente condita dalla mia
inossidabile nonnina, ma qualcosa di più profondo e forte, quasi come
gli ormoni di un nostro noto rappresentante politico alle prese con lo
sguardo di una avvenente signorina.
Mi sveglio di buon ora, accendo il cellulare e trovo un bel
messaggio: "Ti ho cercato alle 07:12". Caspiterina, ho esclamato
togliendomi rifiuti organici dalle zone periferiche dei miei bulbi
oculari, che caspita può volere il buon MIRMIDONE da me alle 7 del
mattino?
Ripensando all'ultima volta in cui ci siamo
sentiti, ovvero per comunicarmi la fine del calcio licatese, ho
cominciato a fare tutti gli scongiuri del caso, pensando che stavolta
doveva trattarsi di qualcosa di veramente grosso, tipo che la fine del
mondo del 2012 era stata anticipata a sabato prossimo, oppure che
Raikkonen aveva dichiarato di essere un misero sosia ed il vero pilota
era rinchiuso da un anno nelle miniere del Tagikistana estrarre carbone,
oppure che Moratti aveva acquistato un calciatore italiano.
Ma, con mio sommo stupore, apprendo la lieta
novella: "Una cordata licatese entra a piene mani nel Campobello
Calcio".....devo ammettere che già il nome mi rende gaio e pieno di
giubilo (Campobello), si è passati, in poco tempo, dalla nube scura tipo
Chernobil della scomparsa, agli animaletti mitologici metà gatti e metà
pardi, al piacevole suono che rievoca rettangoli di gioco (Campo) e
finezza esteriore (bello). Cosa si può volere di più dalla vita??? (Chi
in questo momento ha pensato "Un Lucano" deve percuotersi il petto con i
pugni e recitare un mea culpa, chi invece lo ha proprio detto, può
cominciare a fare domanda per l'espatrio e andare a vivere a Campofelice
di Roccella).
Cosa volere di più dunque??? Il famoso
Lavoisier (no!! Non è un calciatore), aveva enunciato la famosa frase:
"Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma", ed è proprio
questo che sembra sia successo al nostro amato Licata, tartassato dalla
Santa Inquisizione calcistica e amministrativa e placido placido
ripresentatosi, sotto forma di momentaneo prefisso, sui campi (belli) di
Sicilia.
Adesso scusate ma la carbonara chiama per
davvero.
Billo! |
| Ciao
ragazzi, da circa due anni vivevo in un cantuccio accanto al telefono
nel corridoio (ancora nel mio paese non sono arrivati ne i cellulari ne
i cordless), nella speranza che mi arrivasse una telefonata di un amico
per invitarmi a scrivere ancora del nostro Licata...., la telefonata
tardava ad arrivare e così mi son messo ad ammazzare il tempo contando
le pecore, ma visto che le dolci portatrici di lana sono passate di
moda, mi son messo a contare le ragazze che entravano ed uscivano dai
palazzi dei politici nostrani, mi ha riferito mia nonna che queste
ultime, con le "pecore" hanno qualcosa in comune, ma francamente, non
riesco a comprenderne il nesso. Ma
tornando a noi, la telefonata finalmente arriva, l'amico MIRMIDONE mi
chiede di fare un intervento nel suo sito e io chiedo quale sia la lieta
novella che lo ha spinto a fare tale passo, lui mi risponde: "Il Licata
1931 da oggi, non c'è più", A STI KAZZI, rispondo io!!!! Mi potevi
chiamare quando la Corea invadeva il Pakistan o quando al Comune di
Licata varavano una proposta politica interessante, oppure quando si era
scoperto che Barak Obama e Osama Bin Laden erano la stessa persona con
l'aggiunta di una spruzzatina di nero ed una barba finta.....!!!!!
Insomma, chiamatemi per qualsiasi cosa, ma non per una notizia del
genere!
Mi riprendo dallo chock (o scioc?? Boh!),
grazie ad una tonnellata di antidepressivi assunti per via endovenosa e
cerco di trovare i miei testicoli che nel frattempo erano rotolati sotto
il divano, dove tra parentesi ho ritrovato un vecchio poster autografato
di Pippo Romano a grandezza naturale (1,35 mt circa)....e allora? Che
dire?
Direi che nella vita esistono passioni,
esistono emozioni, esistono le lacrime e le risate, esiste la paura e la
goliardia, esiste gridare a più non posso ed esiste rimanere con la
testa tra le mani in mezzo alle ginocchia, esiste un salto di un metro
per quella rete al novantesimo, esiste l'urlo di disperazione per quella
rete al novantesimo, esistono gli abbracci sugli spalti con l'amico di
mille partite, esiste l'abbraccio sugli spalti con quella persona che
non avevi mai visto prima di quel momento. Esiste un groppo alla gola,
quando vedi entrare le squadre in campo e dalla curva i cori e l'odore
acre dei fumogeni rendono l'atmosfera surreale, esistono domeniche
passate in macchina, mangiando un panino, perdere e ritornare a casa
facendoti tre ore su una Fiat Punto del 98 senza dire mai una
parola.....
Esistono tante, troppe cose, che hanno, o
per meglio dire hanno avuto, un solo unico, grande comune denominatore:
il Licata Calcio....
Ciao Licata mio, compagno fedele della mia
infanzia, quando sulle ginocchia di mio padre venivo sballonzolato su e
giù ad ogni azione da goal....
Ciao Licata mio, compagno fedele della mia adolescenza, quando per la
prima volta andavo allo stadio con gli amici....
Ciao Licata mio, compagno di tante domeniche passate mangiando di
fretta, lasciando la nonna ancora al "secondo", lanciandoti per le scale
come un ninja......
Ciao Licata mio, che mi hai fatto comprare migliaia di Gazzette, La
Sicilia, Giornale di Sicilia, solo per leggere la pagina dove c'eri
tu.....
Ciao Licata mio, che mi hai fatto lo scherzo di quelle due ruote forate
in contemporanea nella prima trasferta dell'anno.....
Ciao Licata mio, che ci hai fatto svegliare la domenica mattina
guardando l'orologio e dicendo: kazzo, mancano ancora 5 ore alla
partita....
Ciao Licata mio, che mi hai reso immune alla pioggia, al vento, alla
grandine, ai 48 gradi, alle granite dell'intervallo (peggiori delle
prime cose elencate...)
Ciao Licata mio, che mi hai fatto tappezzare la stanza con le tue foto,
quando gli amici tenevano la Ferilli (maschi) o Rou Bova (femmine..)
Ciao Licata mio, che mi hai fatto imparare a memoria: Zangara,
Campanella, Gnoffo.......
Ciao Licata mio, che mi hai fatto imparare a memoria: Licata, Ruvio,
Semprevivo......
Ciao Licata mio, che mi hai fatto risparmiare migliaia di abbonamenti a
Sky......
Ciao Licata mio, un ciao che è un
arrivederci, perchè tu sei un osso duro, temprato dal caldo estivo e
dalla brezza di ponente. La tua casa, resiste perenne ai malanni del
tempo ed è pronta a vederti rinascere, correre su un prato inseguendo
una palla, con quella maglia colore dell'oro e del cielo che in petto
porta orgogliosa un Aquila in volo.......
Un ciao a tutti.......a tempi migliori.
Billo! |